Achille Fornasini

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Achille Fornasini

Dopo esperienze lavorative in ambito bancario e confindustriale, si dedica alla ricerca, alla consulenza direzionale e all’alta formazione. Tra i primi in Italia a razionalizzare e divulgare l’Analisi Tecnica dei mercati, pubblica tre libri per Etas-Rcs Grandi Opere: “Analisi tecnica e fondamentale di borsa” (1991), “Mercati finanziari: valutazione e gestione di operazioni speculative” (1997) e “Analisi tecnica dei mercati finanziari e trading on line” (2003). Si impegna nell’insegnamento universitario con i corsi di “Valutazione e scelte finanziarie” e di “Gestione del rischio e tecniche di immunizzazione” all’Università Bocconi di Milano, di “Sistemi e procedure per l’ottimizzazione degli investimenti finanziari” all’Università di Venezia e all’Università di Brescia dove attualmente è titolare di “Analisi tecnica dei mercati finanziari” e responsabile del Laboratorio “Dinamiche dei sistemi e dei mercati” presso il Dipartimento di Economia e Management. Docente in itinerari formativi post esperienziali proposti dalle principali business school e atenei italiani, interviene quale relatore a convegni e seminari nazionali e internazionali. Dal 2009 coordina l’osservatorio congiunturale dell’Associazione Industriale Bresciana. Partner di Siderweb, il portale nazionale della siderurgia, cura rubriche sulle prospettive dei prezzi delle filiere dell’acciaio. Giornalista pubblicista, è accreditato di centinaia di articoli, saggi e editoriali su temi economico-finanziari. Partecipa ai lavori di vari comitati scientifici e consigli di amministrazione. 

Dalla carta millimetrata ai sistemi esperti: 40 anni di Analisi Tecnica

Quarant’anni orsono, nell’ufficio studi di un primario istituto di credito, un funzionario mi concesse di osservare le sue personali analisi – condotte con matita e squadra su fogli di carta millimetrata – sull’andamento delle quotazioni di titoli quotati alla borsa di Milano. Appresi concetti basilari di analisi grafica, ma tutto finì lì. Ritrovai quell’argomento qualche anno dopo in occasione dell’avvio di un servizio di consulenza promosso da un amico, indimenticabile trader di lungo corso e vaste esperienze. Approfondii quanto era stato pubblicato fino ad allora riguardo all’Analisi Tecnica, realizzando in breve che quegli approcci, imperniati sull’empirismo/strutturalismo nordamericano, tendevano a finalità essenzialmente previsive. Test condotti sui mercati reali fornirono risultati deludenti, confermando la scarsa attendibilità di proiezioni imperniate su mitologiche serie numeriche, su immaginarie regolarità cicliche o su oscuri livelli ricorsivi. L’interesse si ravvivò grazie al libro New Concepts in Technical Trading Systems del geniale Welles Wilder Jr.: un testo che comprendeva originali indicatori di natura quantitativa e innovativi microsistemi che si proponevano non già di prevedere futuri andamenti dei mercati, bensì, più sensatamente, di agevolare la gestione di posizioni in essi intraprese. Fu un’autentica rivelazione: da allora, potendo contare su potenze di calcolo inimmaginabili ai tempi dei pionieri dell’Analisi Tecnica euristico-quantitativa, iniziai un periodo di sperimentazione, tuttora persistente, finalizzato a verificare le performance dei numerosi indicatori ulteriormente sviluppati da un gran numero di analisti. Uno sforzo che, unito alla maggiore consapevolezza in ambito accademico delle effettive connotazioni dei mercati finanziari – razionalizzate da Daniel Kahneman, Richard Thaler e Robert Shiller nei rispettivi contributi alla definizione della cosiddetta Finanza Comportamentale – mi ha consentito di migliorare la conoscenza del potenziale e delle implicazioni operative della moderna Analisi Tecnica, nei suoi pregi e nei suoi difetti.